IL MUSCOLO ILEO-PSOAS

In Italia, più del 40% della popolazione sopra i 25 anni di età soffre di lombalgia. La lombalgia è una patologia idiopatica e multifattoriale; in letteratura medica si considerano più di 30 possibili cause.

C’è da dire che nell’80% dei casi non esiste un problema specifico della colonna vertebrale e la lombalgia è legata ad altri fattori, tra cui depressione, stress, sovrappeso e bassa autostima.

Il nostro corpo traduce lo stress e gli stati d’animo in molti modi.
La risposta allo stress, alla depressione e alla bassa autostima, è cablata dal nostro sistema nervoso con la contrazione dei principali muscoli flessori del tronco. Stress, ansia, depressione e bassa stima di sé incidono fortemente sulla postura: da un lato portano alla contrazione dei principali muscoli flessori (muscolo psoas compreso) portandoci a inarcare in modo scorretto la schiena, dall’altro ci portano alla chiusura delle spalle, all’affondamento del cuore e al serraggio dell’intestino.

Come tutte le risposte allo stress, il vero problema sta nella costanza del feedback: si genera una tensione cronica che va a impattare su quella che dovrebbe essere la nostra postura fisiologica. E’ così che nascono problemi di lombalgia, intestino pigro e in casi estremi (dove il problema si cronicizza fin dall’infanzia) si sfocia verso problemi più seri come cifosi, lordosi (correlata direttamente al muscolo psoas) e scoliosi.

Il MUSCOLO PSOAS, meglio definito muscolo ileo-psoas è spesso descritto come un unico muscolo biarticolare situato nella regione lomboiliaca fino ad estendersi alla regione anteriore della coscia. In realtà, il muscolo ileo-psoas è formato da due porzioni distinte, il muscolo iliaco e il muscolo psoas.

Questo muscolo, con la sua azione flette e ruota esternamente la coscia e flette e inclina lateralmente il tronco. In particolare, il muscolo psoas che si estende nella regione lombare, svolge un’azione cruciale nel prevenire le lombalgie: questo muscolo è il principale protagonista nel determinare la posizione del bacino e del tratto lombare e, di conseguenza, dell’intera postura.

Possono essere legati al muscolo psoas problemi lombari ma anche rotazione dell’anca o del ginocchio, muscoli di una parte del corpo accorciati, colonna vertebrale non allineata correttamente, baricentro spostato…

LE TENSIONI DEL MUSCOLO PSOAS: UNA PERICOLOSA REAZIONE A CATENA

E’ il muscolo ileo-psoas che fa sollevare la gamba quando camminiamo. E’ il principale muscolo flessore del nostro corpo e agisce in combinazione con i muscoli spinali per sostenere la colonna lombare. Il muscolo psoas si origina dalle vertebre toraciche ed è associato a ciascuna delle cinque vertebre lombari della parte inferiore della schiena. Si estende verso il basso attraverso il bacino per fissarsi all’interno del femore superiore mediante il muscolo iliaco.

Questo muscolo è particolarmente sensibile agli stati emotivi.

Una contrazione cronica del muscolo psoas (dettata da stress, bassa autostima e/o depressione, attività ripetitive, esercizi scorretti) ne provoca quasi un accorciamento con il risultato di limitare il campo di movimento dell’anca, generare una forte tensione su tutta la zona lombare fino a provocare la rotazione del ginocchio. Quando la tensione del muscolo psos provoca questa asimettria, nel nostro corpo vi sarà un lato più contratto (quindi più corto!) rispetto all’altro.

L’inclinazione del bacino provoca una deambulazione scorretta: l’andatura non sarà visibilmente scorretta ma i nostri muscoli, così come ossa e articolazioni, giorno dopo giorno, ne risentiranno. L’inclinazione del bacino provoca a sua volta la compensazione della colonna vertebrale fino a colpire capo e collo che cercheranno di compensare l’asimmetria.

Le tensioni a carico del tronco riducono lo spazio per i nostri organi interni che, a lungo andare, potrebbero perdere di efficienza: il sintomo più frequente è un modello di respirazione disfunzionale che in alcuni casi può amplificare il disturbo dell’ansia. Per di più, quando le gambe sono disallineate, il peso del busto è distribuito in modo errato andando a compromettere l’intera stabilità del corpo.

RINFORZARE IL MUSCOLO ILEO-PSOAS

Un muscolo psoas cronicamente contratto può essere disteso e rilassato mediante esercizi mirati al rafforzamento. Come premesso, gli esercizi per rinforzare i muscoli ileo-psoas devono essere fatti con criterio perché qualsiasi esercizio mal svolto andrà a rinforzare una situazione ormai già cronica. Questi esercizi potranno essere svolti dedicando circa 15 – 20 minuti al giorno.

Procuratevi un tappetino, sdraiatevi cercando il contatto con il pavimento. Chiudete gli occhi e concentratevi sul vostro corpo e interrogatevi:

  • vi sono delle zone della vostra schiena che non toccano il pavimento?
  • sentite un lato del corpo “più schiacciato a terra” dell’altro?
  1. Esercizio di allungamento dello psoas da
    posizione supina. Prestare molta attenzione che la schiena non si inarchi, quindi concentrarsi sulla stabilizzazione del bacino.
    Prendete questa posizione e mantenetela per 2-3 minuti. Fatelo per entrambe le gambe.


  2. Assumere la posizione in figura, prestando attenzione a non inarcare la schiena.Durante gli esercizi bisogna ridurre i livelli complessivi di tensione: ammorbidite la mascella, le spalle, la parte superiore della schiena, la pancia, la zona pelvica e le articolazioni dell’anca.Fare respiri lunghi e profondi, respirare a bocca aperta vi potrà aiutare.

  3. Con partenza dalla posizione precedente,
    inspirate profondamente e allungate le braccia verso l’alto senza cambiare l’orientamento del bacino e della colonna vertebrale.Mentre allungate le braccia verso l’alto inspirate e poi espirate portandole verso il basso.
    Ripetete questo esercizio 3 o 4 volte.


  4. Per concludere distendete e rilassate tutti i muscoli.Portate le mani verso il basso fino a farle scivolare verso i piedi e mantenete la posizione così come mostrato nella foto, per circa 1 minuto.

AUTOSTIMA E ILEO-PSOAS

Se è vero che il muscolo psoas risponde agli stimoli emotivi come depressione, ansia e bassa autostima, è anche vero il contrario: lavorando sull’autostima con un percorso psicoterapeutico è possibile “aprirsi al mondo” e migliorare la propria postura. Certo che, se con il tempo le contrazioni muscolari si sono cronicizzate, è importante integrare un percorso psicoterapeutico con esercizi posturali mirati in base alle proprie esigenze.

Il rapporto tra il nostro corpo e la nostra mente decorre in entrambe le direzioni. Ciò significa che se da un lato la nostra mente influenza il nostro corpo, dall’altro, il nostro corpo reagisce innescando nuovi feedback che a loro volta influenzeranno la nostra mente. Migliorando la postura si andrà a lavorare in modo indiretto anche sull’autostima.

sitografia:
www.psicoadvisor.com

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